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FORME D'ARTE FORMAGGI
Via S. Matteo, 66
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Forme d'Arte s.r.l. - sede legale via S. Matteo 66, 53037 San Gimignano ( SI) - P.I. 01353480526
 
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Forme d'Arte


Per me degustare significa assaporare con conoscenza, la conoscenza delle nostre radici e tradizioni gastronomiche.

Quindi ricercare e riportare in vita antichi metodi di produzione e stagionatura dei

Formaggi Toscani,

per far apprezzare al meglio forme e sapori di questo prodotto cos ricco di storia.

L'arte antica di fare i formaggi non poteva che sposarsi con la forma d'arte per eccellenza:

La Pittura.

Da questa idea e dall'amicizia di un gruppo di artisti profeti della pittura contemporanea, tutti legati alla Toscana per nascita, ispirazione o dimora, si concretizza il mio sogno:

Forma d'Arte.

Una piccola produzione di Formaggi particolari, unici per gusto e per immagine.

il cibo nutre il corpo, l'arte.....l'anima.

Paolo Piacenti

Il gioco di Paolo

Per Paolo è stato facile amare l’Arte perché fin da piccolo la sua casa, grazie al padre “Ciso”, è sempre stata aperta agli artisti. Durante le serate in cui i grandi parlavano Paolo, giocando intorno al tavolo con i suoi aeroplanini, ascoltava e cominciava a scoprire quel mondo fantastico fatto di colori e modelle.

Poi, Paolo è diventato grande. Ha fatto la sua strada arrivando ad occuparsi di cose buone: il vino, l’olio, il formaggio e, nel momento in cui ha modellato la sua azienda, gli è venuto naturale infilarci dentro anche l’Arte.

Con “Forme d’arte” egli ha voluto sottolineare, in un gioco di doppi sensi, un possibile legame tra la pittura ed i suoi formaggi riproponendo l’antica correlazione tra arte figurativa e cibo.

Arte e cibo

È per questa correlazione che l’artista primitivo dipingeva nella grotta di Lascaux meravigliosi branchi di animali con l’intento ancestrale di rappresentarne l’essenza ma anche per propiziarne la possibile cattura.
Anche l’anonimo artista etrusco - di cui noi toscani ci sentiamo fieramente pronipoti - decorando la tomba della “Caccia e della Pesca” ha voluto rendere eterna l’emozione di un banchetto.
Successivamente alimenti e vivande sono stati rappresentati con stili diversi fino alla definizione iconografica di natura morta che Caravaggio ha codificato dipingendo il famoso “Canestro di frutta”.
In questo dialogo tra Arte e Cibo potremmo citare altre opere di fama universale come “Il mangiatore di fagioli” di Donato Bramante, il dipinto “Mele e arance” di Paul Cézanne e, in piena Pop Art, la “Campbell’s Soup” di Andy Wharol.
Fino ad arrivare ai nostri tempi così complessi, carichi di inquietudini e di problematiche esistenziali perfettamente rivelate da Damien Hirst con la sua provocante opera della
mucca sezionata ed esposta sotto formalina.
Così il cerchio si chiude: una mucca dipinta dall’artista primitivo 20.000 anni or sono e una mucca chirurgicamente sezionata ed oggi esposta in qualche Museo; forse vorremmo
essere quell’uomo primitivo, ma così non avremmo televisioni, auto e cellulari!

Il cibo come arte

D’altra parte anche il Cibo, inteso come preparazione culinaria, si è evoluto da esigenza primaria per la sopravvivenza fino a guadagnarsi il ruolo di nuova ed autonoma forma
d’arte.
Già nell’antichità l’esigenza di conservare le materie prime e di prepararle secondo modalità vicine alle diverse culture, ha portato alla definizione di preparazioni sempre più
complesse ed evolute.
Celeberrimi i banchetti al tempo dell’antica Roma, quelli alla corte dei Medici e alla corte dei Re Sole.
Poi, nell’800 l’Artusi, definendo alcuni criteri di valore e qualità, ha aperto la strada ai virtuosismi culinari dei vari Bocuse, Ducasse e Marchesi.
Dobbiamo essere felici che la figura del vecchio cuoco si sia trasformata - in alcuni casi - in quella di Chef-intellettuale, anche lui artista mediatico al pari di pittori, scultori e designers.

Forme d’arte


Nel contesto di una adeguata valorizzazione dei prodotti di grande qualità, anche Paolo Piacenti ha un suo ruolo: egli, moderno Indiana Jones del pecorino, ricerca con amore e
pazienza antichi sapori presso piccoli produttori riuscendo a farci commuovere davanti a certi formaggi.

Ma per Paolo non è sufficiente ricercare ed affinare questi prodotti; come detto all’inizio, lui ha voluto evidenziare queste eccellenze collegando (questa volta in un percorso inverso) il Cibo all’Arte. Così è venuta l’idea di vestire le forme di pecorino con etichette d’artista.
Al progetto “Forme d’arte” hanno aderito importanti artisti di paesi diversi e, di conseguenza, la gamma dei pecorini si è impreziosita con meravigliose etichette che ormai lo contraddistinguono nei migliori locali.
In questo modo “Forme d’arte” ha cominciato a prendere il volo e ogni giorno che passa, Paolo si meraviglia che il suo aeroplanino voli veramente in alto!






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